6 febbraio 2010

Perché è difficile scrivere una tesi: parte seconda

Avevo già parlato del fatto che scrivere una tesi di laurea, per me, è un po' come morire; e in questo momento mi sto rendendo conto che anche dopo aver scritto la bellezza di 200 pagine, ricche di contenuti, immagini, elenchi puntati e proposte; la parte difficile non è ancora finita.



I relatori, questa stranissima razza che si sveglia sempre a 20 giorni dalla consegna definitiva del tuo lavoro (non un giorno prima), richiedono a noi studenti dopo la fase di produzione dei contenuti una fase altrettanto delicata (e un po' noiosa, per usare un eufemismo): la messa a punto della forma.

Non basta scrivere, per loro, non basta correggere e formattare il testo curandone la resa grafica, no. Bisogna cercare di elaborare e strizzare ciò che si è scritto in schemi ed euristiche interpretative.
Ah, e ovviamente arricchire il tutto con un fantastilione di note a piè di pagina di libri che si è a malapena aperto, di didascalie a prova di ebete a ciascuna fotografia, grafo o tabella inserita nel testo.

Durante una pausa del mio lavoro serale (e oltreutto nel week-end) mi sono domanto: ma perché?

La risposta, stando alla motivazione fornita dagli stessi relatori, è che tanto "nessuno le legge le tesi che scrivete", però tutti danno un occhiata approssimativa alle pagine della tesi dello studente del collega, e il modo migliore per catturare l'attenzione è un bello schema riassuntivo, in grado di spiegare le 50 pagine precedenti, con una bella didascalia (sempre a prova di bamboflesso) che ridice esattamente il contenuto delle 50 pagine, ma in breve, per non annoiare il professore.
Il risultato, è non far perdere la faccia al proprio relatore, anzi, magari fargli fare una bella figura.

Ma allora, se annoia il professore, se annoia il relatore, se annoia il controrelatore, se annoia tutti, perché continuare a perdere tempo con questa farsa?

Santo cielo, è una farsa, una stupenda messa in scena per tutti.
Se il focus della scrittura di una tesi fosse esclusivamente sulla capacità di produzione scritta, come qualcuno mi aveva fatto notare in rete, potevo ancora capirlo ed essere daccordo.
Ma se tutti gli sforzi che adesso mi vengono richiesti sono nel cercare di dare un taglio grafico editoriale accattivante per il lettore occasionale e superficiale (guarda un po', proprio quello che farà parte della commissione e che teoricamente dovrebbe essere lì per valutare il mio lavoro) si capisce che l'obiettivo che sta dietro alla tesi di laurea diventa semplicemente quello di impressionare la commissione con della fuffa.

E io, onestamente, di tutta la fuffa dell'università italiana, mi sarei rotto anche un bel po' i cohones.

3 commenti:

  1. concordo! :D
    è anche vero che alcuni studenti iniziano tardissimo e fanno copia incolla...ma vista la considerazione che hanno loro e a quanto servirà la tesi e la laurea in un periodo come questo...ci sta! :p

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  2. saggio roberto. francesco t.

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  3. lo pensate anche voi? Allora non sono l'unico...

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