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3 febbraio 2010

From Cool to Good


Ieri pomeriggio sono stato al convegno/seminario "From Cool to Good" organizzato dall'Università Bicocca e dal professor Goetz, mio docente di e-branding nella laurea specialistica in brand management.


Moltissimi gli spunti interessanti a cui ho assistito, cito in ordine sparso:

  • il presidente di Assotravel Lombardia ci ha spiegato che il turismo inteso nel senso classico come "metti una serie di persona su una spiaggia assolata a fare le lucertore 9-10 ore al giorno" non esiste più; le agenzie di viaggio devono quindi innovare la loro offerta arricchendola di proposte esperianziali fatte di proposte di cultura, e non solo di svago;
  • il turismo sostenibile è un trend importante, Raffaella Caso, curatrice del blog Greenstep, ha infatti esposto un po' di cifre su questo nuovo fenomeno di vacanza sostenibile e intelligente, alla ricerca dell'avventura e del rispetto per l'ambiente, la società e l'economia dei paesi che vengono visitati;


  • ho scoperto l'esistenza di qualcuno che ancora si ricorda dell'esistenza dei newsgroup e delle bbs e per questo mi sono sentito vecchio, lo ammetto;
  • ho assistito interessato alla presentazione sulle reti di imprese di Andrea Rossi, fondatore di innovActing, una forma di aggregazione utilizzabile dalle pmi italiane per aggregarsi e condividere fasi importanti della loro catena del valore (come la ricerca e sviluppo?) se ne parla meglio su Marketing Usabile;

  • ho assistito alla presentazione del caso Ermes.net, community realizzata per promuovere i valori del turismo sostenibile, luogo di incontro tra operatori del settore turistico e potenziali viaggiatori interessati a scoprire nuovi modi di andare in vacanza. La piattaforma, che si propone come un nuovo social network, mi ha ricordato alla lontana una sorta di tripadvisor, specializzato però sulle forme sostenibili di viaggiare: a Roma in questi casi si dice CBCR (cresci bene che ripasso);


  • Ermes.net ha presentato anche il video contest From Cool to Good, che dava il titolo alla conferenza, a mio avviso si tratta di un buon esempio di come sia possibile realizzare una modalità innovativa per promuovere un nuovo social network. Ermes ha infatti invitato gli utenti registrati, e anche il popolo dei videomaker (con la collaborazione del network motiongraphics.it) a realizzare un video in motion graphic sul tema del turismo sostenibile.
Il convegno è stato chiuso da interventi di carattere più teorico, e ho trovato molto interessanti gli spunti lanciati dal professor Massarenti, sulle tecniche di predizione del comportamento di una community, mutuate dal calcolo probabilistico di Poisson.

Questo il video brief dell'iniziativa, magari qualcuno di voi vuole vedere come va a finire... :)

22 gennaio 2010

Lo dicevo io...

Quindi anche gli inglesi si sono accorti di qualcosa che molti, moltissimi, tra cui anche il sottoscritto, pensavano sin da quando il Presidente del consiglio è stato colpito da una statuetta del duomo.

Come scritto da Libertà di pensiero i media inglesi stanno iniziando a rilanciare l'ipotesi che tutto l'attacco fosse in realtà una bufala, o quantomeno che la reazione sia stata spropositata rispetto ai danni effettivamente causati.

26 dicembre 2009

Roma e le smart proiettate sui monumenti

Sono tornato da poco nella mia città, e nel breve tempo dedicato al girovagare nelle strade cittadine mi sono imbattuto in un'interessante attività di ambient marketing, comunicazione visiva, luci spettacolari, insomma, chiamatela come più vi aggrada, però volevo commentarla:



Il comune ha firmato l'iniziativa insieme a Smart ed Enel, e sicuramente concordo che l'impatto visivo può giocare a favore della spettacolarità di una piazza, di un ponte o di un arco.



Ma da un punto di vista di comunicazione è giusto che il Comune di Roma firmi l'iniziativa?
In finale, secondo me, no.
Il motivo è semplice, se un ente pubblico da l'autorizzazione a privati di utilizzare uno spazio pubblico con finalità pubblicitarie (non convenzionali, carine, quello che volete, ma pur sempre pubblicitarie) non vedo perchè deve brandizzarlo a sua volta col suo logo, non vedo perchè dovrebbe rendere noto ai cittadini: sì, autorizziamo questa cosa, vogliamo che anche altri lo facciano, ci piace far sì che i nostri spazi pubblici siano usati dalle aziende.

Secondo me ben venga come iniziativa, ben venga se il comune ci fa su qualche soldarello e poi lo reinveste in attività utili alla collettività, ma firmarlo con il logo dell'assessorato alla cultura e allo spettacolo, mi sembra un po' eccessivo.

Voi cosa ne pensate?

20 dicembre 2009

Ma cosa vuole il mondo del lavoro?

Sono stato silente, per molto, forse troppo tempo...
Non ho la costanza di scrivere anche un blog, però mi sto occupando della redazione di uno in particolare, e non me la cavo malissimo...

Credevo fosse carino riniziare quindi a gestire la mia creatura, ricordando che ne avevo un altra, tanto tempo fa, e che per molti motivi l'ho chiusa.

Quello di cui vorrei parlare, in questo mio piccolo randez-vous notturno, è la situazione dei giovani in un'azienda.

Non mi sono ancora laureato, premetto, per cui sono ancora un giovane studente lavoratore, che è al terzo stage in tre anni, che scrive la tesi nelle ore notturne, che di giorno cerca di fare il meglio in un posto di lavoro nuovo e stimolante e che volente, o nolente, ha tante speranze per il futuro...

Ma può bastare l'impegno? Può bastare la volontà di fare qualcosa di importante? O come scrive Celli dovrei scappare da questo paese, andare via dall'Italia, dove se tutto va bene potrò permettermi una paga di 1000, 1200 euro al mese, con molti sforzi, sudore, e con un carico di lavoro che i nostri nonni non avrebbero mai fatto?

So che sono domande a cui molti, nella rete, in questo momento sanno rispondere...

Io sono su friendfeed, oppure sono su twitter... Chi può rispondermi?