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10 ottobre 2011

Star Wars in mostra nel Tempio del Cinema di Roma

Un sabato pomeriggio di inizio ottobre sono stato catturato da Darth Vader, o forse no. Lo scorso week end è stato divertente assistere ad una scena quantomeno singolare nelle affollate vie di un sabato pomeriggio romano come tanti. Tra il traffico pomeridiano, affaccendati a visitar negozi e prepararsi alla imminente serata, molti automobilisti hanno visto in quel di Via Morgagni una schiera poco ortodossa di energumeni vestiti in abiti strani.

Credo che per tutti i miei lettori del mio blog sia chiaro che detti energumeni in realtà fossero le rappresentazioni reali di un paio di Star Troopers e di nostro signore oscuro dei Sith, Darth Vader (o Fener, come la vecchia trilogia di Guerre Stellari insegna). Che ci facevano a Roma invece che sulle lune di Tatooine? Presto detto, nel week end è stata inaugurata, per la mia gioia geek e cinefila, una mostra/esibizione dedicata al mondo di Star Wars presso il Tempio del Cinema di Roma.
Il Tempio del Cinema è in realtà un bellissimo negozietto, piccolo, pieno di memorabilia sul mondo del cinema e per l'occasione i proprietari hanno pensato bene di travestirlo da museo (o da galleria d'arte) e di mettervi in mostra alcuni pezzi rari legati al mondo di Star Wars da fare invidia alla collezione personale di Angelo Licata (fondatore dello storico www.guerrestellari.net).

In queste foto potete ammirare alcuni degli oggetti di gran pregio esposti che ho avuto modo di fotografare, insieme a @blackmamba46 che ringrazio per l'aiuto nelle foto, durante l'affollato cocktail inaugurale. 


La cosa più interessante che ci tengo a sottolineare è che è tutto, o quasi, in vendita. Quindi se anche voi come me non potete fare a meno di portarvi a casa un piccolo Yoda, o un grande cestino a forma di R2D2, per natale non perdete tempo e andatevi ad accaparrare qualche pezzo prima della chiusura dello spazio il 14 novembre 2011, e fatemi sapere cosa avete comprato!

3 ottobre 2011

Pro Evolution Soccer 2012 - a volte ritornano


Come dichiarato in un altro post qualche mese fa su questo blog una delle mie passioni più grandi è quella legata al mondo geek/nerd.
Cosa c'è di più infinitamente nerd della playstation? Credo poche cose, io sono stato uno di quelli che ha giocato infinite ore con la Play 1, la Play 2 e da qualche tempo anche con la Playstation 3.

C'è stata una costante nel mio rapporto con il mondo videoludico in questi anni di crescita, da quando ero al liceo passando dall'università fino al mondo del lavoro, e quella costante ha un nome: PES.

Fin da quando si chiamava ancora International Superstar Soccer (ISS) nel momento topico della preparazione di un esame, di un'interrogazione, di un compito in classe arrivava sempre qualche amico che ti diceva: "dai famose na partita" (o forse non diceva proprio così, ma vabbe'). Il gioco ha continuato a essere nelle top ten di vendite e di conseguenza nelle top ten delle scelte videoludiche del sottoscritto e dei suoi amici. Memorabili le sfide in ufficio, a casa di amici, a casa di colleghi, a casa di chiunque. Pes come mezzo d'integrazione sociale? Non so. Ma questa costante è ancora presente.

Tanto è vero che qualche giorno fa mi è stato proposto di andare a provare la nuova versione del gioco: PES 2012 Pro Evolution Soccer, nei fantastici uffici dei ragazzi di Halifax Digital Bros (così recitava la location dove ho fatto check in su foursquare, se non sbaglio). Appena arrivato mi ha assalito la sensazione classica di Pes che nessun'altro gioco mi ha fatto mai vivere: arrivi, prendi una birra, ti siedi su un divano magnifico accanto a qualcuno che a malapena conosci e con due battute è già iniziata la sfida mortale dove puoi dire tutto e il contrario di tutto sui parenti e sugli avi del tuo avversario.


Il mio bilancio della serata è stato piuttosto normale a dir la verità, 2 vittorie e 2 sconfitte, tanta birra, tante risate e una battuta memorabile di Gioxx che non scorderò mai: "quel NOOOO che hai appena tirato non lo diresti nemmeno di fronte alla tua ragazza che ti dice che è rimasta in cinta. No, quel NO lo cacci di gola solo ed esclusivamente quando sbagli un gol a PES".

Ha ragione.

Sulla nuova versione del gioco ci sarebbe molto da dire. Sono un estimatore dei giochi di simulazione e la svolta ancora più simulativa di questa versione io l'ho apprezzata davvero tanto. I giocatori controllati dalla cpu sono più intelligenti, si attacca che è un piacere, si difende che è un piacere ma ahimè non si legna più che è un piacere. Gli arbitri sono diventati molto cazzimosi, passatemi il termine, e ogni 2x3 mi fischiano falli di contatto che nemmeno alla Juve di Moggi avrebbero regalato molto.

A parte qualche trascurabile difettuccio che le varie patch promesse porranno rimedio (i portieri "volanti" e i roster ancora non aggiornati) credo che questo sia un bel passo avanti rispetto al passato, e probabilmente ho trovato il titolo che mi farà restare di nuovo attaccato alla poltrona fino alle 4 di notte invece che andare a dormire (visto che il giorno dopo si lavora, da queste parti).

20 febbraio 2011

Da studente a lavoratore...

... il passo non è breve come sembra. 

Fino a "ieri" le tue mille preoccupazioni si incentravano sugli esami, le lezioni, le ansie da pre-appello e le mille difficoltà che si possono incontrare nella classica vita da studente.  Una vita in cui non finisci mai di essere chino sui libri, in cui week-end e settimana hanno lo stesso peso specifico. Si sgobba tanto la domenica quanto il mercoledì. Si esce la sera tanto la domenica quanto il mercoledì.


Poi, di colpo, il lavoro. E allora credi che finalmente ti ritroverai immerso in un mondo in cui quando finisce l'orario lavorativo, anche se si tratta pur sempre di orari piuttosto flessibili, avrai la libertà di fare, svagarti, cercare ed esplorare i tuoi mille interessi sopiti durante le ore lavorative.

Non è così. Almeno, non lo è sempre. 

Spesso e volentieri infatti il lavoro ti segue a casa. Ti segue nelle serate che organizzi con i tuoi amici. Nei pensieri mattutini del week-end. 
Non voglio con questo sostenere che questo fenomeno sia per forza negativo. Probabilmente sta a significare che sei concentrato, applicato e appassionato al tema di cui ti stai occupando tutti i giorni. Oppure magari è solo una questione di inesperienza. Magari il fatto di essere abituato dal mondo universitario a protrarre anche fuori dal mondo delle lezioni e delle aule i pensieri su esami, materie, appelli, professori.

Nel mio 2011, che cavolo sta già galoppando verso la fine del suo secondo mese, devo riuscire a ricordarmi di staccare la spina quando l'orario lavorativo è finito.
Non è un caso che questo post io lo stia scrivendo di domenica, mentre ho una presentazione aperta da preparare per domani...

#Sonbeimomenti