3 gennaio 2011

Vacanza a Berlino... Con l'iPhone!

Carissimi lettori di questo spazio online, innanzitutto Buon Anno a tutti voi!

A quanti di voi sarà capitato di trascorrere il capodanno all'estero? Quanti invece hanno magari semplicemente intenzione di farlo? Quanti ancora per farlo si premuniscono di enormi guide, recensioni sulle cose da vedere e da fare più belle e interessanti?
Tutti, più o meno, considerando inoltre che vi trovate su queste pagine di un ex Studente della Comunicazione che, oltre a non aspettare altro che trovare nuovo materiale su cui scrivere un delirante post (causato in parte, anzi sopratutto, dalla febbre che mi ha colpito al mio ritorno dalle lande teutoniche), ha deciso di raccogliere per voi tutte le iPhone App più utili belle, interessanti, e diciamolo pure: fondamentali per godersi a pieno un soggiorno Berlinese.


(foto scattata con Instagram)

Partiamo da un presupposto: Berlino è davvero grande, e l'impatto che può dare è anche di trovarsi di fronte a una metropoli dispersiva per un turista. Metro ovunque, linee differenti, monumenti, freddo, scritte in tedesco indecifrabili: tutti motivi che mi hanno spinto prima della partenza, e anche durante il viaggio, a installare sul melafonino un buon numero di applicazioni.

In ordine sparso:

-Berlin Offmaps Lite



Cos'è: Mappa offline (ovvero, potete vederla e sfruttarla anche senza la connessione, che in Germania a parte gli Starbucks e i wifi dell'hotel è altrettanto introvabile che nel nostro tanto vituperato Paese) di Berlino.
Mi piace perché: Mappa capillare, con rilevamento gps, con motore di ricerca per tutte le strade di berlino, con in più la fantastica funzione per trovare punti di interesse nelle vicinanze
Potrebbe migliorare: Se avesse anche qualche recensione dei milioni di milioni di ristoranti e cafè e musei elencati al suo interno. Secondo me è un gran must.

-Berlin City Guide by Guidepal



Cos'è
: Guida sintetica, contiene una mappa offline, realtà aumentata, fatti salienti e lista delle attrazioni più interessanti da vedere.

Mi piace perché: ha delle belle foto, ha la realtà aumentata (anche se non mi convince del tutto), ha l'elenco delle Attractions fondamentali e vi assicuro che in un posto così gigantesco fa comodo avere una bella lista di "MUST SEE". Inoltre consente di condividere online tutti i posti che si visitano. Se avessi avuto una connessione, probabilmente l'avrei fatto :)

Potrebbe migliorare: la mappa non è un granchè, la realtà aumentata non sempre funziona a dovere (sarà colpa della mia bussola iphone?), le recensioni non sono mai abbastanza e in generale è un gradino sotto alla Lonely Planet


- Lonely Planet Berlin City Guide



Cos'è: non ha bisogno di presentazioni, è stata messa online gratuitamente a ridosso del Natale in occasione delle grandi nevicate di Parigi per aiutare tutti i viaggiatori europei. Contiene al suo interno moltissimi consigli di viaggio, una mappa offline (ma ripeto, la migliore è quella di OffMaps Lite) e tutte le recensioni delle cose più interessanti da vedere a Berlino divise per aree.

Perché mi piace: aiuta a dividere Berlino in quartieri, dice sempre qual è la metro più vicina all'attrazione desiderata e sopratutto ne descrive una quantità spropositata (con gli stessi testi della guida tascabile che paghereste circa 15 euro in libreria)

Potrebbe migliorare: una mappa migliore non guasterebbe, così come la segnalazione di più ristoranti. Ah, anche un bel best of berlin, non ci starebbe affatto male.

-Berlin Wallpaper City Guide



Cos'è: guida di Berlino della Wallpaper*, resa gratuita dalla sponsorizzazione Rolex. Contiene le classiche cose che vi potreste aspettare da una guida, tranne la mappa O_o, si salva molto però offrendo degli itinerari tematici che avendo un po' di tempo (oppure molto poco) si possono fare per gustarsi un lato tematizzato della città.

Perché mi piace: contiene molti nomi di ristoranti e posti da vedere che non si trovano nelle altre guide. Inoltre ha al suo interno una bellissima vista panoramica che aiuta a identificare le cose più interessanti da vedere.

Potrebbe migliorare: ovviamente serve una mappa, ovviamente servirebbero più indirizzi e più approfondimento. Tra le varie app questa è quella che ho usato di meno.

-Berlin City Tube 09



Cos'è: Meravigliosa app che vi guida nel dedalo suburbano delle U-bhan e delle S-bhan Berlinesi.

Perché mi piace: geolocalizza, mi dice la strada più rapida, che direzioni prendere, insomma tra poco mi farà anche il caffè. Grazie a questa qualcuno mi ha soprannominato l'uomo mappa, fate un po' voi.

Potrebbe migliorare: se invece di farmi ogni volta calcolare il Route se lo tenesse in memoria, sarebbe meglio… Ma va bene lo stesso.

In finale suggerisco sempre quando potete collegarvi Mappe e Trip Advisor, che non guastano mai.

Spero di avervi aiutato un po' nella scelta dei vostri prossimi gadget turistici, voi segnalatemi quali avete usato, non sia mai decidessi di tornare di nuovo a vedere la Sprea :)

25 ottobre 2010

Brand Activation: Gatorade Replay

Su queste pagine ricevo spesso visite provenienti da Google con chiavi di ricerca quantomeno bizzarre, quella che mi fa sempre ridere è "universita a milano iulm si studia o si cazzeggia?", ma ogni tanto i motivi delle vostre visite casuali e randomiche sono anche correlati a cose serie di cui mi interesso veramente.

Uno dei temi più ricercati è quello della Brand Activaction, e per questo motivo voglio fornirvi in questo post un altro esempio utile per arricchire le vostre ricerche, studi, indagini, o anche solo per farvi venire un'idea nel bel mezzo di un brainstorming.




La campagna è la famosissima Gatorade Replay, che quest'anno ha vinto tutto il possibile a Cannes, e secondo me riunisce bene tutti gli elementi possibili di una campagna integrata.

18 ottobre 2010

McCann:PM quando l'ufficio diventa sala giochi

Molti di voi sapranno che Google, colosso di Mountain View, ha fondato la sua fama e successo non solo sulla bontà e il tasso innovativo dei servizi offerti online, ma anche sulla capacità di attirare a se i migliori talenti attratti dall'ottima qualità della vita che si respira nell'ambiente lavorativo.
C'è poco da fare, secondo moltissime ricerche infatti i dipendenti di Google in tutto il mondo sono i più felici di andare al lavoro e lo capisco bene: corsi, possibilità di personalizzare il proprio ufficio a piacimento e moltissime altre attività extra lavorative, chi più ne ha più ne metta (anzi, se qualcuno mi aiuta con link e post di approfondimento a supporto, che ora ovviamente non trovo, gli tiro un bacio in fronte).

Quello che però molti di voi non sapranno è che in Italia anche altre aziende si stanno muovendo in questo senso. Partendo da quella dove lavoro, che da circa 5 mesi ci ha messo a disposizione una fantastica PlayStation 3, una Wii, corsi di fotografia e degustazione di vini; fino ad arrivare alla ben più mastodontica McCann Erickson Milano, nota nel recente passato più per fatti negativi (come raccontato dall'ottimo KTTB nel post "Sciopero in McCann Erickson") che per liete novelle.


Ebbene, stasera si è svolta la prima serata del torneo di calcio balilla McCann:PM, sponsorizzato da Peroni, che ha visto coinvolti non solo i dipendenti dell'agenzia (e mi sembra il minimo) ma anche amici e ex colleghi dei dipendenti in una serata che ha visto sfidarsi parecchie vecchie conoscenze del sottoscritto di moltissime agenzie pubblicitarie, e non, milanesi.



Tralasciando la figura poco carina che ho fatto al tavolo da gioco (una vittoria e due sconfitte, mi dispiace per Paolo il mio compagno che mi è stato assegnato dalla sorte) mi sento di lodare davvero questo tipo di iniziativa. Aiuta il networking dei dipendenti, fa calare la tensione della giornata dell'ufficio, fa bere birra in compagnia e rende sicuramente agli occhi degli esterni McCann un posto "open minded" dove è potenzialmente piacevole lavorare (i prossimi turni me li gusterò da spettatore, anche se nelle pause tra un match ufficiale e l'altro la normalità è che si disputino gare all'ultimo scontro tra colleghi nuovi e vecchi).

Voi conoscete inziative simili?

11 ottobre 2010

Il manuale del giovane Social Media Manager

Riprendo e pubblico il bellissimo documento preparato dai ragazzi di TheGoodOnes, sia per l'ironia delle illustrazioni (ragazzi, i dipinti cristiani con le spade laser mi hanno fatto piegare in due dalle risate) sia per il richiamo al guerriero della luce...



Insomma, *clap clap*.


6 ottobre 2010

Cara Louis Vuitton: perché ti serve un laureato (specialistico) per fare il commesso?

Gentilissimi lettori, chi mi segue sa che di solito me la prendo nei miei lunghissimi sproloqui online contro poche cose: il caldo, la Roma, gli arbitri, Trenitalia, ATM, Atac, la tesi di laurea, e via discorrendo...

Quindi credo che vi sembrerà strano che io abbia cambiato così straordinariamente target, specialmente considerato il tipo di lavoro che faccio e il tipo di discorsi che solitamente affronto tutti i giorni.
Beh, ho invece deciso di fare un ritorno nel (recente) passato, rimettermi i panni dello studente "incazzato", per denunciare una situazione quantomeno fastidiosa che una mia amica, nonché compagna di corso di Laurea, ha avuto modo di segnalarmi.

Premetto che il sottoscritto ha fatto tre stage, tutti e tre con orari flessibili (dove si sa quando si comincia, mai quando si finisce), con tutta la buona volontà del mondo e con la voglia di lavorare e imparare. Premetto ancora che non ho niente contro i commessi, le commesse, e che mi scuso per il tono polemico del titolo del post, che potrebbe effettivamente far venire a più di qualcuno i cinque minuti di incazzatura.

Finite le premesse. Mi è giunta voce che sul sito della mia ex-università è disponibile un delizioso annuncio per una posizione di stage all'interno della rinomata azienda LVMH ITALIA S.p.A.
Si da il caso che, come molti studenti della mia età, la mia amica (patita di moda) abbia subito guardato la ghiotta occasione di far pratica nello splendente modo della moda milanese, e, preso il coraggio in mano, ha iniziato a leggere il testo dell'annuncio (diretto a ben 6 posizioni disponibili per studenti, badate bene, di corsi di laurea di 1° e 2° livello, ovvero laurea specialistica in comunicazione aziendale, strategia di marca). Facciamolo anche noi:

Lo stage si svolgerà all'interno del negozio Louis Vuitton in costante affiancamento ad esperti venditori. Lo stagiaire avrà la possibilità di avere una visione a 360 gradi della realtà dei beni di lusso, acquisendo competenze sui più comuni processi di vendita, sull'analisi della concorrenza e del mercato della moda e sui principi di visual merchandising. Potrà inoltre sviluppare le proprie capacità comunicative e relazionali e approfondire l'uso delle lingue straniere grazie ad un costante rapporto con la clientela.



Fermiamoci quì con il racconto. Per un momento.
Io non so se avrei chiamato, lo ammetto. Anzi, se si fosse trattato dell'azienda Pinco Pallino di Varese non avrei avuto neanche un dubbio. Avrei cestinato l'offerta, avrei scritto questo post contro la mia ex-università e contro la sua (in)capacità di selezionare offerte decenti per i suoi studenti, e il mondo sarebbe continuato a girare tranquillamente.

Caso vuole però che l'annuncio portasse una firma eccellente, quindi magari qualche timida speranza di riuscire a fare davvero qualcosa in grado di aiutarmi nei processi di "analisi della concorrenza e del mercato della moda" ce l'avrei avuta.
Certo, mi avrebbe continuato a preoccupare la frase "acquisire conoscenza sui più comuni processi di vendita" (c'è davvero bisogno di farne conoscenza? Non è una cosa che tutti sperimentiamo fin dalla prima volta che ci andiamo a comprare un gelato da bambini?) o la frase "costante rapporto con la clientela", ma potevo ancora credere che si potesse trattare di un tipo particolare di ricerche di mercato "sul posto". O che ne so, qualcosa dove affiancare persone che sul serio "masticano" i concetti nell'allestimento, della scelta del "visual merchandising" di un negozio di marca.

Invece, e ora riprendo con il racconto, non è così.
Non ho una gran memoria, per cui spero di non dimenticare passaggi chiave, ma il colloquio è stato più o meno il seguente:

Amica di r0by: "Salve! Sono quì per il colloquio! :D"
Selezionatrice: "Ah! Salve, si accomodi!"
A: "Grazie! ^_^"
S: "Mi dica, cosa si aspetta da questo stage ?"
A: "Eh, non saprei, l'idea di lavorare nel visual merchandising, dove un mio amico sta facendo esperienza, mi piacerebbe molto, analizzare il mercato del lusso, ecc..."
S: "Ah, ma veramente, ecco, non sarebbe proprio così..."
A: "O_o E di che si tratta allora?"
S: "Beh, il compito della stagista sarà quello di affiancare il processo di vendita, presso il nostro negozio"
A: "Ah, in pratica: la commessa? -_-"
S: "Eh... Sì... In pratica si tratta di uno stage all'interno del nostro flagship store. Tre mesi di lavoro Full Time..."
A: "5 giorni a settimana? *_*"
S: "No. 6! Come le dicevo, si tratta di tre mesi, dal 1° Novembre a fine Gennaio"
A: "Ma quindi c'è Natale in mezzo?"
S: "Sì, però il 25 e il 26 potrà tranquillamente stare a casa, è richiesta la presenza durante gli altri giorni, però..."
A: "Certo, ma vede, dopo questi tre mesi in cui farò... la commessa, ecco, mi sa dire se c'è possibilità poi di entrare davvero a far parte dell'azienda, o quantomeno di fare qualcosa in linea con il mio percorso di studi?"
S: "Non posso in questo momento prometterle niente, molto dipenderà dal suo operato o dala disponibilità di budget in quel periodo dell'anno..."
A: "Capisco. Senta, lo dico col massimo rispetto per il lavoro di commessa... Ma sinceramente non è quello che pensavo"...


Ecco è leggermente romanzata come situazione, ma il succo del mio intervento si dovrebbe quantomeno intuire. Cara Louis Vuitton: perché ti serve una risorsa con una laurea specialistica per fare il commesso?

Forse perché con la frase "visual merchandising" riesci a far passare per stage una posizione lavorativa, quella della commessa per un trimeste per un periodo incasinato come quello delle ferie natalizie, che altrimenti potrebbe costare un patrimonio?

Chi lo sa. Ai posteri (e a chi vorrà commentare) l'ardua sentenza.

7 agosto 2010

500 giorni d'estate




E' iniziata ufficialmente la mia estate, vado in vacanza suggerendo a voi tutti un film che davvero mi ha toccato, coinvolto, e ricordato che nel cinema ci sono registi e film che vale la pena scoprire.

Gustatevi queste due fantastiche scene di (500) giorni insieme (500 days of summer), però attenti, vi potreste spoilerare grosse parti del film.

Al di là delle ottime scelte di regia ho scelto di segnalarle anche perché hanno entrambe due colonne sonore davvero azzeccate, una è Regina Spektor, con Hero; l'altra è You Make My Dreams, degli Hall & Oates. Non a caso il regista, Marc Webb, ha cominciato la sua carriera proprio come regista di videoclip...

Buone ferie a tutti :)


r0by

9 luglio 2010

Campagna pubblicitaria Fiat 500 Disconnect

La pubblicità riuscirà a sopravvivere all'era dei Social Network e dei Social Media?
Questa è una domanda che da parecchi mesi leggo su blog di settore, l'ho sentita anche pronunciare in molte conferenze affollate da professionisti di ogni genere.

La risposta ovviamente non c'è, e non è mio ardire fornirla in questa sede. Secondo me questa campagna pubblicitaria Fiat, che voglio proporvi oggi, rispecchia chiaramente un modo divertente e interessante che i creativi di Independent Ideas hanno inventato per "rimediare" il linguaggio del re dei social network: Facebook.













Io ho scelto quelle che a me sono piaciute di più, le trovate tutte su YouTube
Tra tag, richieste d'amicizia, wall posts e quant'altro io non ho smesso di ridere neanche un secondo, e voi?